Deep Web: la rete nascosta che i motori di ricerca non trovano

Deep Web: la rete nascosta che i motori di ricerca non trovano

Il Deep Web è quella parte del World Wide Web caratterizzato da siti che non vengono visualizzati a fronte di ricerche tramite Google o altri motori di ricerca perché non indicizzati da questi ultimi.

Una ricerca su Internet potrebbe essere paragonabile ad una rete da pesca lanciata sulla superficie del mare: vengono catturati solamente i pesci (in questo caso  rappresentanti le informazioni cercate) che si trovano al pelo dell’acqua, mentre quelli in profondità non vengono pescati e rimangono invisibili.

Wikipedia rappresenta il tutto come un Iceberg che ha solo la punta visibile (Surface Web) mentre la parte maggiore di esso (Deep Web) non è accessibile.

Si stima infatti che le informazioni pubbliche contenute nel Deep Web siano circa 500 volte superiori a quelle normalmente indicizzate, la maggior parte di esse contenute in Database ordinati per argomenti per favorire le ricerche. Inoltre tali informazioni non sono soggette ad alcuna sottoscrizione né abbonamento, risultando accessibili a chiunque riesca ad accedervi.

Navigando nei siti del Deep Web ci si imbatte in un vero e proprio “mondo digitale parallelo”: esistono una miriade di portali suddivisi in categorie tra cui social network, giornali online, blog, chat, siti di biblioteche.

E’ il terreno fertile per qualsiasi categoria considerata “underground” come hackers o ricercatori; purtroppo esiste anche un risvolto della medaglia rappresentato dalla presenza di siti pedo-pornografici o di vendita di armi e droghe.

Non è semplice accedere alle informazioni contenute nel Deep Web, ma ci sono diverse metodologie ed accorgimenti per utilizzarlo; non è indispensabile essere degli esperti informatici, ma è sicuramente utile sapersi destreggiare con il web.

L’applicazione necessaria per entrare in questa rete sotterranea si chiama TOR (The Onion Router): grazie ad un sistema di condivisione  di banda internet peer2peer cifrata a strati  (da cui il nome onion cioè cipolla), questo software permette la navigazione anonima in tutta sicurezza ed utilizzare servizi internet in completa privacy.

Ad esempio oltre che per il Deep Web, può essere utilizzato per fare ricerche non influenzate dai gusti legati ai nostri utenti Gmail/Facebook (Google ci conosce bene: ne parleremo prossimamente nei nostri approfondimenti) , aumentare la sicurezza della navigazione in quanto come detto, tutto il traffico Internet generato viene criptato ed è impossibile tracciare la località dalla quale avviene la connessione; tutto questo a scapito di una maggior lentezza nel caricamento delle pagine del browser.

Una volta installato TOR, reperire informazioni sul Deep Web non è semplice, in quanto non esiste un vero e proprio motore di ricerca e gli indirizzi sono in un formato alfanumerico; ad esempio  http://dppmfxaacucguzpc.onion include una lista di siti per argomento che è possibile esplorare, per reperire qualsiasi tipo di informazione.

Tor Directory

La Directory di ricerca di Tor

Come anticipato, oltre ad i vari siti leciti come possono essere quelli di riviste, giornali e biblioteche, ne esistono una grande quantità con argomenti poco seri e raccomandabili, purtroppo non intercettabili e oscurabili da parte delle autorità per via dell’anonimato; uno di questi si chiama Silk Road traduzione di Via della Seta, dove è possibile acquistare praticamente di tutto perfino droghe ed armi.

La moneta “ufficiale” del Deep Web è Bitcoin, una moneta digitale priva di qualsiasi controllo da parte di banche e non tracciabile, sulla quale abbiamo già scritto un precedente articolo.

Attorno al web nascosto sono nati anche veri e propri servizi di consulenza; ad esempio esistono aziende specializzate che vendono dei software per monitorare la propria situazione online, ovvero commenti e recensioni su motori di ricerca, social network e blog  sia all’interno del Surface che del Deep Web, avvisando gli interessati con notifiche non appena un nuovo contenuto con specifiche parole chiave viene inserito.

La vicenda Wikileaks ha portato alla ribalta come può essere facile reperire qualsiasi tipo di informazione, a patto di avere conoscenza di mezzi e strumenti adeguati; a fronte di ciò, i governi di tutto il mondo, Italia compresa, hanno dato il via a campagne per cercare di imbavagliare la libertà su Internet.

Il Deep Web rappresenta forse l’ultima frontiera inviolabile di questa autonomia digitale dove chiunque può trovare una miniera di informazioni utili, ma è anche un territorio molto pericoloso nel quale si aggirano personaggi ed organizzazioni poco raccomandabili; ognuno può sfruttarlo come crede, ma sta al buon senso utilizzarle in maniera corretta.

Tu che ne pensi di questo argomento? Credi che sia giusto mantenere la libertà digitale ad ogni costo o che i siti andrebbero comunque regolamentati?

Daniele Donati
Daniele Donati
Ottimista per natura, credo nelle persone, nella cooperazione e nella collaborazione. Sono convinto che il Web possa aiutarci a fare del mondo un posto migliore. Tutti i miei articoli